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martedì 6 aprile 2010

Paolo Vincenzo Bonomini (1757 – 1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Il tamburino della Cisalpina
Chiesa di Santa Grata inter vites, Bergamo
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Paolo Vincenzo Bonomini (1757 – 1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Due frati in preghiera
Chiesa di Santa Grata inter vites, Bergamo
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Paolo Vincenzo Bonomini (1757 – 1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Il carpentiere
Chiesa di Santa Grata inter vites, Bergamo
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Paolo Vincenzo Bonomini (1757–1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Il pittore ("autoritratto" con la moglie e i figli)
Chiesa di Santa Grata inter vites, Bergamo
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Paolo Vincenzo Bonomini (1757-1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Coppia campagnola
Chiesa di Santa Grata inter vites, Bergamo
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L'opera di maggior importanza di Bonomini è indubbiamente il ciclo di Scene di scheletri viventi che, commissionati dalla Parrocchia di Santa Grata Inter Vites di Borgo Canale (a Bergamo alta), in cui il pittore risiedeva, avrebbero dovuto ricordare la celebrazione del triduo dei morti.
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Il pittore diede fondo alla propria fantasia e, con una buona dose di spregiudicatezza, rappresentò sei quadri che raffiguravano altrettante scene con protagonisti scheletri. La particolarità stava nel fatto che le figure, riprese nella spontanea quotidianità, richiamavano persone che abitavano nel borgo in cui vennero esposte.
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Al momento dell’esposizione dei sei pannelli, questi scatenarono forti reazioni d’ilarità, poiché gli abiti, la fisionomia e la struttura degli scheletri (cranio, mandibola e teschio) lasciavano chiaramente intendere chi vi fosse realmente ritratto: tutti abitanti del borgo, dal carpentiere ai due frati in preghiera; dalla coppia campagnola agli sposi borghesi, fino al tamburino della Cisalpina. Anche il Bonomini si raffigurò nei panni di pittore, affiancato dalla moglie.
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giovedì 1 aprile 2010

Paolo Vincenzo Bonomini (1757 – 1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Memento mori
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La rappresentazione della morte come uno scheletro con la falce comincia a comparire nella prima metà del ‘400: ed è sicuramente una conseguenza della micidiale peste nera che in pochi decenni aveva distrutto la popolazione europea. Quest’immagine del Bonomini, di gran lunga successiva, assume una caratteristica già barocca.
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lunedì 29 marzo 2010

James Ward


James Ward - Fight between a Lion and a Tiger (1797)
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lunedì 15 marzo 2010

Joseph Mallord William Turner


Joseph Mallord William Turner - Moonlight, a Study at Millbank (1797)
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Canaletto


Canaletto - La vigilia di s.pietro (1755)
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venerdì 5 marzo 2010

Francisco Goya


Francisco Goya - Saint Francis Borgia performing an exorcism (1788)
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mercoledì 3 marzo 2010

Jean-Baptiste Siméon Chardin


Jean-Baptiste Siméon Chardin - Natura morta con tacchino appeso
Magyar Szépmüvészeti Múzeum, Budapest
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giovedì 25 febbraio 2010

Joseph Mallord William Turner


William Turner - Transept of Ewenny Priory, Glamorganshire (c.a 1797)
Cardiff, National museum of Wales
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All’inizio della sua carriera artistica Turner divenne famoso per i suoi acquerelli, che lo accompagnarono per tutta la sua vita. Era particolarmente bravo nella scelta dei colori che evocavano le diverse atmosfere di un paesaggio e divenne il punto di riferimento dello stile del pittore. Utilizzò la tecnica dell’aquerello poiché con la sua fluidità e semplicità di stesura gli permise di catturare le sensazioni immediate. Questo da solo vale un viaggetto in Galles.
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mercoledì 17 febbraio 2010

Louis Hersent


Louis Hersent - Xavier Bichat mourant
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lunedì 15 febbraio 2010

Jean-Baptiste-Siméon Chardin


Jean-Baptiste-Siméon Chardin - Still Life with Cooking Utensils (1730)
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mercoledì 10 febbraio 2010

Johann Heinrich Fussli


Johann Heinrich Fussli - Peccato inseguito dalla morte (1796)
Kunsthaus, Zurigo
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Johann Heinrich Fussli, pittore svizzero, ebbe una personale visione dell’arte come trasposizione sulla tela di visioni interne, di incubi, di emozioni profonde che lo spingono ad avvolgere turbate immagini femminili in evanescenti chiaroscuri lunari ed in preda ad allucinate fantasie romantiche. Lunare ed estroso è il suo Peccato inseguito dalla morte derivato da un episodio del Paradiso perduto di Milton, un autore molto ammirato dal Fussli alla pari di Dante, Omero e Shakespeare. Il dipinto è dominato dalle brume e dagli spettri, che sembrano fuoriuscire dai meandri più tenebrosi dell’inconscio. L’ombra della morte ghermisce i seni di una fanciulla e vuole trascinarla con sé nel precipizio. Li tormenta con unghie affilate approfittando delle catene che impediscono la fuga. E non possiamo nemmeno immaginare che sono destinati ad essere posseduti dalla morte, essi rappresentano la realtà più perenne dell’universo e la loro totale scomparsa non si riesce in alcun modo ad accettare.
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lunedì 1 febbraio 2010

Kitagawa Utamaro


Kitagawa Utamaro - Okita (1792–3)
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martedì 12 gennaio 2010

Johann Heinrich Fussli


Johann Heinrich Fussli - Peccato inseguito dalla morte (1796)
Zurigo, Kunsthaus
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Johann Heinrich Fussli, pittore svizzero, ebbe una personale visione dell’arte come trasposizione sulla tela di visioni interne, di incubi, di emozioni profonde che lo spingono ad avvolgere turbate immagini femminili in evanescenti chiaroscuri lunari ed in preda ad allucinate fantasie romantiche. Lunare ed estroso è il suo Peccato inseguito dalla morte, realizzato nel 1796 e conservato alla Kunsthaus di Zurigo, derivato da un episodio del Paradiso perduto di Milton, un autore molto ammirato dal Fussli alla pari di Dante, Omero e Shakespeare. Il dipinto è dominato dalle brume e dagli spettri, che sembrano fuoriuscire dai meandri più tenebrosi dell’inconscio.
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L’ombra della morte ghermisce i seni di una fanciulla e vuole trascinarla con sé nel precipizio. Li tormenta con unghie affilate approfittando delle catene che impediscono la fuga. E non possiamo nemmeno immaginare che sono destinati ad essere posseduti dalla morte, essi rappresentano la realtà più perenne dell’universo e la loro totale scomparsa non si riesce in alcun modo ad accettare.
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lunedì 11 gennaio 2010

Raffinata bellezza: Kitagawa Utamaro


Kitagawa Utamaro - Shaving the neck (c.ca 1797–98)
from 'Furyu goyo no matsu' (‘Elegant five-needled pine’) series
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Osservando le circa 2000 stampe di Utamaro appare subito evidente la sua passione per i soggetti femminili. La sua analisi delle abitudini del gentil sesso giapponese del ‘700, sia private che pubbliche, è condotta attraverso un segno grafico netto e preciso, inequivocabilmente sostenuto da una ricchezza di colori sfavillante ma mai inopportuna
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venerdì 8 gennaio 2010

ar-T-ette - Pietro Longhi


Pietro Longhi - Pastorella che si ammira il seno (ca. 1740)
Bassano, Museo Civico
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Nella Pastorella che si ammira il seno, del museo civico di Bassano, collocabile intorno al 1740, la giovane fanciulla confronta un fiore da poco colto con il bocciolo del suo capezzolo, un pretesto iconografico galante che stempera nel frivolo e rammenta altri dipinti della pittura emiliana coeva che trattano lo stesso tema. Un fondale scuro avvolge la scena e fa risaltare il biancore virgineo dell’incarnato dell’ingenua pastorella, felice delle sue forme che vede crescere e maturare orgogliosa giorno dopo giorno.
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martedì 15 dicembre 2009

Jacques-Louis David


Jacques-Louis David - Patroclus (1780)
Cherbourg, Musée Henry
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