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venerdì 2 aprile 2010

Piero Della Francesca



Piero Della Francesca - Pala Montefeltro o Madonna dell'Uovo (part.)(1472-74)
Tempera e olio su tavola - 248 x 170 cm - Milano, Pinacoteca Brera
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Piero Della Francesca


Piero Della Francesca - Pala Montefeltro o Madonna dell'Uovo (1472-74)
Tempera e olio su tavola - 248 x 170 cm - Milano, Pinacoteca Brera
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lunedì 29 marzo 2010

Benozzo di Lese di Sandro detto Benozzo Gozzoli


Benozzo Gozzoli - Viaggio dei Magi (Cavalcata dei Magi)(part.)(1459)
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Antonio Pisano detto Pisanello


Pisanello (attribuito a) - Ghepardo
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martedì 16 marzo 2010

La Peste Nera dall'Asia alla Groenlandia: 25.000.000 di morti


Trionfo della morte (1446)
affresco staccato - già a Palazzo Sclafani, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
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L'area di origine della pandemia sembra esser stata quella regione dell'Asia centrale a cavallo del Pamir, dell'Altaj e del Tannu-Tuva.
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La causa scatenante parrebbe esser stata la moria di roditori, in quelle regioni, dovuta alla scarsità di cibo conseguente all'irrigidimento delle condizioni climatiche. In assenza di roditori, le pulci, vettori del bacillo della peste, affamate attaccarono anche l'uomo e gli altri mammiferi. Il tutto venne aggravato dal fatto che i rifiuti, abbondanti ed a cielo aperto nelle città medioevali, attrassero i roditori affamati, sia selvatici che domestici. Infine, l'efficiente sistema di comunicazioni dell'impero mongolo propagò il contagio in poco tempo da un capo all'altro del continente asiatico, fino all'Europa che - geograficamente - altro non è che una propaggine dell'Asia.
Nel 1338 o 1339 raggiunse le comunità afferenti alle Chiese orientali cristiane assire presso il lago Issyk-Kul, nell'odierno Kirghizistan. Le prime testimonianze scritte circa l'epidemia sono state rinvenute proprio presso questo lago, che costituiva una tappa obbligata sul cammino della Via della Seta. Nel 1345 si segnalarono i primi casi a Sarai sul Volga meridionale ed in Crimea. Nel 1346 la peste fece le prime vittime ad Astrakhan. L'anno successivo il morbo raggiunse i confini dell'Europa di allora. L'Orda d'Oro assediava Caffa (l'attuale Feodosija o Феодосия), ricca colonia e scalo sulla via dell'oriente della Repubblica di Genova, nella penisola di Crimea. La peste raggiunse la città al seguito dell'Orda d'Oro: le cronache dell'epoca riportano (come ha scritto Michel Balard) che gli assedianti gettavano con le catapulte i cadaveri degli appestati entro le mura della città. Gli abitanti di Caffa avrebbero immediatamente gettato in mare i corpi, ma la peste comunque entrò in città in questo modo.
Una volta a Caffa, la peste fu introdotta nella vasta rete commerciale dei Genovesi, che si estendeva su tutto il Mediterraneo. A bordo delle navi commerciali che partivano da Caffa nell'autunno del 1347 la peste giunse a Costantinopoli, prima città Europea contagiata, e in seguito arrivò a Messina e nel corso dei successivi tre anni contagiò tutta l'Europa fino alla Scandinavia e alla Polonia. L'Egitto trasmise la peste alla Nubia (Sudan) ed all'Africa centrale. Le prime regioni europee ad esser contagiata furono gli Urali, il Caucaso, la Crimea, e la Turchia.
Gli equipaggi infetti delle navi trasportarono il contagio da Genova a Marsiglia, da dove la peste risalì la valle del Rodano verso nord. Dopo poco tempo raggiunse la Linguadoca e Montpellier, nell'agosto 1348 anche Carcassonne, Bordeaux, Aix-en-Provence e Avignone, dove nei primi tre giorni del contagio morirono 1800 persone. All'epoca Avignone era la sede papale, ed una delle principali città europee. La peste aveva raggiunto in marzo Tolosa e in maggio Parigi. Anche Spagna, Marocco, Tunisia e Portogallo vennero contagiate via mare dalle galee genovesi. Nel contempo, da Costantinopoli, la peste si trasmise alla Grecia, alla Bulgaria, alla Romania ed in tutti i Balcani.
L'Italia venne contagiata da tre direzioni: dalla Sicilia venne contagiata tutta l'Italia Meridionale ed il Lazio. Da Genova venne contagiata tutta la Lombardia, il Piemonte, la Svizzera. Da Venezia venne contagiata l'Emilia-Romagna, la Toscana, il Veneto, L'Istria e la Dalmazia.
Dall'Asia centrale, la peste invase l'India e la Persia. Dalla Persia si riversò in Mesopotamia, Siria, Israele ed Arabia. I cronisti arabi scrivono che quegli anni rappresentavano "Il periodo della distruzione". Attraverso l'antica Via delle Spezie tutta la Penisola Arabica prima, l'Eritrea assieme all'Etiopia ed alla Somalia poi vennero contagiate entro il 1349.
Da Venezia la peste, passando per il Brennero, raggiunse l'Austria: la morte nera comparve prima in Carinzia, quindi in Stiria, ed infine Vienna. Vienna fu l'unica città in cui ogni moribondo ricevette l'estrema unzione.
Dalla Francia settentrionale le direttrici del contagio furono verso l'Inghilterra Meridionale e verso il Belgio e l'Olanda.
Dall'Inghilterra il contagio si diresse verso la Scozia, l'Irlanda e la Scandinavia.
Dall'Olanda e dall'Austria il contagio attanagliò le valli del Reno e del Danubio, coinvolgendo Germania, Polonia, Ungheria, Boemia.
Dalla Germania venne contagiata la Danimarca e dalla Danimarca venne esportata la peste alle sue dipendenze d'oltremare, Islanda e Groenlandia.
Dalla Polonia l'epidemia penetrò nei Paesi Baltici, in Finlandia ed in Russia (già in parte raggiunta dall'epidemia della Mongolia e dell'Ucraina).
Per limitare i rischi di contagio, dopo il 1347 le navi, sulle quali si sospettava la presenza di peste, venivano messe in isolamento per 40 giorni (quarantena, dal francese "une quarantaine de jours"). La quarantena poteva impedire che gli equipaggi mettessero piede a terra, ma non impediva che lo facessero i ratti, contribuendo così alla diffusione della malattia.
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lunedì 15 marzo 2010

Madonna On A Crescent Moon In Hortus Conclusus


Unknown Master
Madonna On A Crescent Moon In Hortus Conclusus (German 1450)
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martedì 9 marzo 2010

Michael Pacher


Michael Pacher - Saint Wolfgang and the Devil (1471-1475)
Olio su tavola - 103 × 91 cm - Alte Pinakothek, Monaco di Baviera
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giovedì 4 marzo 2010

Dies Irae - Hans Memling


Hans Memling - The Last Judgement (pannello centrale) (1471-1473)
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Il Dies irae è una sequenza in lingua latina, molto famosa, attribuita dubitativamente a Tommaso da Celano. Sono in molti a ritenerla una composizione poetica medievale tra le più riuscite. C'è un salto di stile rispetto al latino classico: il ritmo è accentuativo e non quantitativo, e i versi sono rimati con rima baciata (AAA, BBB, CCC) ad eccezione delle ultime due strofe. Il metro è trocaico. Descrive il giorno del giudizio, l'ultima tromba che raccoglie le anime davanti al trono di Dio, dove i buoni saranno salvati e i cattivi condannati al fuoco eterno.
Il Dies irae è una delle parti più note del requiem e quindi del rito per la messa esequiale previsto dalla liturgia per la messa di rito tridentino.
Compare anche nella Liturgia delle Ore (come inno alternativo per l'ultima settimana del tempo ordinario) in una versione riveduta, che tiene conto dell'illegittimità dell'identificazione da parte dell'esegesi medievale della figura di Maria Maddalena con la penitente pentita.
Probabilmente l'ispirazione dell'inno è biblico, dalla versione latina della Vulgata del libro di Sofonia 1,15-16:
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Dies irae, dies illa, dies tribulationis et angustiae, dies calamitatis et miseriae, dies tenebrarum et caliginis, dies nebulae et turbinis, dies tubae et clangoris super civitates munitas et super angulos excelsos.
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« Giorno d'ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d'allarme sulle fortezze e sulle torri d'angolo. »
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In musica
Celebri musicisti hanno interpretato questo inno nelle loro messe di requiem: degno di nota, ad esempio, è il Dies irae di Mozart, ma anche quello di Giuseppe Verdi.
Elenco completo:
Hector Berlioz: Grande Messe des Morts, Op. 5
Dissection Nödtveidt Jon: "Dies Irae, Dies Illa, Solvet Cosmos In Favilla" è la formula usata nell'album musicale Reinkaos della band svedese Dissection, nella canzone Starless Aeon, e sta a significare: Il giorno dell' Ira, Quel Giorno, Dissolvi/Riduci il Cosmo in Cenere
Maria Carta: Dies Irae in lingua sarda (1974)
Heinrich Ignaz Franz Biber: Requiem a 15 in la maggiore (1687?)
Benjamin Britten: War Requiem (1962)
Luigi Cherubini: Requiem
Tomàs Luis De Victoria: Requiem (1605)
Antonìn Dvořák: Requiem
Hans Werner Henze: Requiem
Wolfgang Amadeus Mozart:Requiem in re minore KV 626
Ildebrando Pizzetti: Assassinio nella cattedrale, opera lirica. Prima: Milano, Teatro alla Scala, 1º marzo 1958
Zbigniew Preisner: Requiem for my friend
Max Reger: Lateinisches Requiem (Fragmento, 1914)
Giuseppe Verdi: Requiem (1874)
Karl Jenkins: Requiem (2005).
Soltanto Gabriel Fauré non ha incluso il Dies irae nel suo Requiem.
I CCCP, gruppo punk italiano degli anni '80, hanno cantato alcuni spezzoni di "Dies Irae" in versione live. Reperibile nel CD "Live in Punkow" del 1996.
Altri adattamenti:
Hector Berlioz: Symphonie Fantastique, 5o movimento - Songe d'une nuit de sabbat (1830)
Sergio Rendine: Poema Mediterraneo
Angelo Branduardi: colonna sonora per la pièce teatrale
per marionette: "Il viaggio incantato" (1989, teatro delle marionette dei Podrecca)
Alan Menken e Stephen Schwartz: varie colonne sonore nel film Il gobbo di Notre Dame
Wendy Carlos e Rachel Elkind: The Shining Main Title (1980, LP della colonna sonora del film Shining).
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martedì 2 marzo 2010

Danza macabra


Michael Wolgemut - Danza macabra (1493)
da Liber chronicarum di Hartmann Schedel
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La danza macabra è un tema iconografico tardomedievale nel quale è rappresentata una danza fra uomini e scheletri.
Gli scheletri sono una personificazione della morte, mentre gli uomini sono solitamente abbigliati in modo da rappresentare le diverse categorie della società dell'epoca, dai personaggi più umili, come contadini e artigiani, ai più potenti, come l'imperatore, il papa, principi e prelati.
Il soggetto ha la funzione di memento mori e, rispetto ai soggetti apocalittici più diffusi nell'alto medioevo, come le rappresentazioni del giudizio universale, esprime una visione più individualistica della morte e talvolta anche una certa ironia nei confronti delle gerarchie sociali dell'epoca. È importante notare che con il tempo la figura della Morte come agente della volontà divina scompaia, lasciando iconograficamente soltanto i cadaveri, simboli del conturbante richiamo dell'aldilà, laicizzando l'ideale della morte stessa. Questa parentesi però dura per poco tempo: a breve componimenti come La Danza macabra delle donne (Martial d'Auvergne) e La Danza dei ciechi (Pietro di Michault) riconsegnano il tema della Danza Macabra al moralismo ed alla sfera religioso-sacrale cristiana.
La diffusione del tema, assieme ad un certo compiacimento nella rappresentazione di scheletri e di morti, è stata messa in relazione con la grande peste del 1348, che infuriò in tutta Europa e che rese la morte un fenomeno familiare nei vari paesi europei. Alberto Tenenti sottolinea come il "senso di pietà" per la propria sorte e l'ironia tragica tipica di questi componimenti siano stati punti fondamentali per liberare l'uomo dall'ideale cristiano della morte.
I dipinti dedicati a questo tema sono visitabili in varie località d'Europa: Italia, Istria, Francia, ecc.
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lunedì 1 marzo 2010

Trionfo della morte - Clusone


La Signora del mondo, XV secolo (part.)
affresco sul muro esterno dell'Oratorio dei Disciplini (Clusone)
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Il trionfo della morte è un tema iconografico a carattere macabro diffuso nel tardo medioevo a partire dal Trecento, soprattutto in area franco-tedesca e nell'area alpina. Se ne contano quasi 300 esempi comprendendo anche le danze macabre e il tema iconografico dell'"Incontro dei tre morti e dei tre vivi".
Questa iconografia macabra in alcuni casi anticipa la peste nera del 1348, che decimò la popolazione europea riempiendo le città di cadaveri, in altri ne è una conseguenza diretta. Se nelle opere prima della fatidica peste il trionfo della morte è più che altro connesso con il tema del Giudizio universale, talvolta correlato da una rappresentazione del Paradiso e dell'Inferno legata alla descrizione dantesca, nelle opere più tarde inizia a comparire la morte stessa che decima "gratuitamente" la popolazione, in una visione desolata non necessariamente connessa con il tema della salvezza, ma piuttosto si tratta di rielaborazioni fantasiose di quella che fu una tremenda esperienza collettiva.
Nei Trionfi vi è rappresentata solitamente la morte, come uno scheletro armato di falce che colpisce diverse categorie di persone, sottolineando in particolare come Re, papi e gente comune siano uguali dinnanzi ad essa, che viene talvolta aiutata da altri scheletri o da demoni.
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lunedì 22 febbraio 2010

Michel de Renaud de Montauban


Michel de Renaud de Montauban - Il giardino cortese, metà del XV secolo
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lunedì 1 febbraio 2010

Jan Van Eyck



Jan Van Eyck - The betrothal of the Arnolfini (1434)
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venerdì 22 gennaio 2010

Andrea Mantegna


Andrea Mantegna - Presentazione al Tempio (1455)
Berlino, Staatliche Museen
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Giovanni Bellini


Giovanni Bellini - Presentazione al tempio (1459)
Fondazione Querini Stampalia di Venezia
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mercoledì 20 gennaio 2010

Hans Memling/H.Purcell-J.Dryden


Hans Memling - Ritratto di donna anziana (part.)(1468-70)
Museum of Fine Arts, Houston
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What power art thou, who from below
Hast made me rise unwillingly and slow
From beds of everlasting snow?
See'st thou not how stiff and wondrous old,
Far unfit to bear the bitter cold,
I can scarcely move or draw my breath?
Let me, let me freeze again to death.
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See, see, we assemble
Thy revels to hold:
Tho' quiv'ring with cold
We chatter and tremble.
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da King Arthur [1691] di H. Purcell, libretto di John Dryden , The frost scene
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martedì 12 gennaio 2010

ar-T-ette


Jean Fouquet - Dittico di Melun - Madonna con Bambino e cherubini (1450 ca.)
Tavola 93x85cm, Musée Royal des Beaux-Arts di Anversa
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mercoledì 23 dicembre 2009

Domenico Bigordi, detto "Il Ghirlandaio"


Domenico Bigordi, detto "Il Ghirlandaio"
Natività di Gesù [e San Giuseppe pensieroso]
Musei Vaticani, Roma
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giovedì 3 dicembre 2009

Eli Eli lama sabactani - Maestro di Signa


Maestro di Signa - Cristo di Pietà con la Madonna e San Giovanni
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martedì 17 novembre 2009

Luca Signorelli


Luca Signorelli - La meretrice dell'Apocalisse
(particolare dell'affresco "I Dannati dell'Inferno")
Cattedrale di Orvieto, Cappella di San Brizio
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Luca Signorelli


Luca Signorelli - I Dannati dell'Inferno (particolare)
Cattedrale di Orvieto, Cappella di San Brizio
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