venerdì 2 aprile 2010

Piero Della Francesca


Piero Della Francesca - Pala Montefeltro o Madonna dell'Uovo (1472-74)
Tempera e olio su tavola - 248 x 170 cm - Milano, Pinacoteca Brera
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hara-kiri alternativo


Il Sig. Chin Wei, 62 anni di Hong Kong, ha tentato il suicidio.
Avrebbe tentato di ammazzarsi inserendo forzatamente un grosso cetriolo su per l’ano.
L’uomo ha dichiarato ai soccorritori di considerare la procedura una variante dell’hara-kiri, il rituale con cui si davano la morte i samurai giapponesi – solitamente compiuto però con una spada anziché una verdura. Ad ogni modo, Chin è stato trovato dalla figlia in “un lago di sangue” e accompagnato in ospedale, dove i medici hanno determinato che lo strappo inflitto al tessuto anale non era tale da costituire una minaccia per la vita. (Fonte)
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giovedì 1 aprile 2010


il culo è la sola cosa al mondo ben divisa


Cool (immagini senza dati pescate per caso dal web)


ar-T-ette - Jaroslaw Kukowski


Jaroslaw Kukowski
Darling! I Have so Many Times Told You Not to Take Photos of Me All the Time!
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Fotografi: Mat Collishaw


Mat Collishaw - Wilhelm and Ingrid (2000)
Lenticular 3D print, aluminum, wood, fluorescent lights, Edition of 3
48 x 42 3/4 inches
121.9 x 108.5 cm
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Fotografi: Mat Collishaw


Mat Collishaw - Bullet Hole (1988)
Cibachrome mounted on fifteen lightboxes
7 feet 6 inches x 10 feet 2 inches
213.4 x 310 cm
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Opium


Una lussuosa stanza riccamente decorata
all'interno di una fumeria d'oppio.
Il rituale letto per il fumo è in fondo.
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Canton, c.a 1880
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Karel Vaca


Karel Vaca - Poster for La Venganza (Juan Antonio Bardem)
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Orribili e sublimi i corpi deformati di Francis Bacon


Francis Bacon - Self Portrait (1969)
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L’ossessione che Bacon mette nei suoi quadri è esattamente l’ossessione che vede nella vita. Non nella vita degli altri, ma nella propria. È per questo motivo che nella sua pittura non “rappresenta” nulla, ma “è”.
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1000 anni...


Apocalisse 20:1
Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e avea la chiave dell’abisso e una gran catena in mano.
Apocalisse 20:2
Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana, e lo legò per mille anni
...
Apocalisse 20:7
E quando i mille anni saranno compiti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione
Apocalisse 20:8
e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare.
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che vuoi che sia... sono ragazzi


Le 10 "macchie" del test di Rorschach (n.1)


Lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach arrivò probabilmente all’intuizione di usare le macchie di inchiostro dopo aver letto una strana opera, il Kleksographien, pubblicata nel 1857 dal medico Justinus Kerner, in cui delle macchie casuali erano commentate ciascuna con una poesia.
Utilizzando anch'egli delle macchie di inchiostro gli capitò di constatare, con i suoi pazienti, che alcune caratteristiche delle risposte erano associate stabilmente con sindromi psichiatriche.
Elaborò dunque alcuni criteri di analisi delle risposte che pubblicò in un volume dal titolo Psychodiagnostik nel 1921. L’anno seguente morì a 38 anni senza lasciare altri contributi oltre al volume.
Gli stimoli usati da Rorschach erano “forme accidentali ottenute facendo cadere poche gocce di inchiostro su un foglio di carta e ripiegandolo in modo da ottenere una figura approssimativamente simmetrica".
Fra le numerose forme accidentali ottenute e sperimentate ne scelse dieci per formare l’edizione standard del test. I criteri di selezione privilegiarono le macchie suggestive , che suscitavano numerose risposte, quelle di media complessità e quelle simmetriche.
La somministrazione consisteva nel presentare il test come una prova di immaginazione e nel chiedere al soggetto :”cosa potrebbe essere questo?”
Le risposte andavano annotate con estrema fedeltà. Rorschach raccomandava di annotare non solo le risposte del soggetto, ma anche “per quanto possibile, le sue espressioni mimiche, i movimenti volontari e involontari, i segni di eventuali “choc-colore”.
Lo choc colore è una reazione di stupore, di sconcerto o comunque emotivamente negativa connessa con la presenza nella macchia di un colore cromatico.
Esaurite le dieci macchie bisognava passare all’inchiesta, allo scopo di accertare quali erano le caratteristiche dello stimolo che avevano indotto il soggetto a dare le risposte che aveva dato.
Le risposte venivano integralmente trascritte su un foglio detto protocollo per essere poi “siglate” (codificate). Dopo aver completato la siglatura veniva annotata la frequenza dei vari tipi di sigla e si calcolavano alcuni rapporti tra frequenze.
Il nucleo più consistente dei criteri di codifica proposti da Rorschach riguardava le caratteristiche formali delle risposte.
Le categorie originariamente proposte per la codifica erano:
1. I fattori determinanti la risposta (forma, impressione di movimento, colore?)
2. I modi di comprensione , ossia la localizzazione, nell’ambito della macchia del contenuto menzionato nella risposta. La distinzione fondamentale era tra interpretazioni globali riferite all’intera macchia e risposte di dettaglio (piccolo dettaglio, forme intramaculari cioè riferite a spazi bianchi, piccoli dettagli oligofrenici?)
3. I contenuti delle interpretazioni (animali, corpo umano, oggetti inanimati?)
4. L’originalità delle risposte distinguendo fra risposte originali positive o negative a seconda della qualità del contributo emotivo allegato.
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Sul protocollo andavano annotati anche: il numero delle risposte, i tempi di reazione, i rifiuti. In sede di analisi si doveva far attenzione alla frequenza dei modi di comprensione , alla successione di questi modi e al rapporto tra risposte colore e risposte movimento indicato con le sigle TRI- (Tipo di risonanza intima) o TVI (tipo di vita interiore).
Il tipo caratterizzato da prevalenza di risposte–movimento era definito introvertito, il tipo caratterizzato da prevalenza di risposte-colore era definito extratensivo, il tipo che non dà né l’una né l’altra tipologia di risposte era definito coartato.
Rorschach dedicava anche molto spazio alla valutazione qualitativa dell’intelligenza che analizzava varie componenti: capacità di attenzione assidua e attiva, chiarezza della percezione e dei processi associativi, facilità del flusso di associazioni eccetera.
Fin qui la storia.
In seguito sono stati proposti diversi sistemi di classificazione ed analisi da parte di diversi autori, ma le oltre 5000 ricerche effettuate per testare la validità e l’attendibilità del reattivo hanno posto seri dubbi sulla scientificità del Rorschach.
Non si è riusciti a ricondurlo a nosografie o teorie della personalità univoche, non ha mostrato salde predittività rispetto alle diagnosi psichiatriche o a valutazioni dell’esito di psicoterapie, non ha rivelato una solidità transculturale o di genere o di età, operatori diversi, pur avendo avuto lo stesso addestramento, giungono spesso a interpretazioni disparate.
Allo stato attuale l’utilizzo del reattivo di Rorschach per la diagnosi psichiatrica non appare giustificato. Può essere utilizzato come tecnica di sussidio nell’ambito dell’intervista psicologica, assieme ad altri strumenti, tenendo sempre presente che i fattori intuitivi e interpretativi dello psicologo giocheranno un ruolo fondamentale.
Come tra l’altro accade già normalmente nei casi e nei momenti in cui lo psicologo mette da parte la psicometria e accetta di utilizzare le proprie risorse interne di intuizione e analisi per mettere insieme i pezzi dell’esperienza altrui.
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Per approfondire: (1) (2)
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Wu-Chahgshuo - Mokudo


Wu-Changshuo - Plum Blossoms (1905)
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brezze primaverili -
tra le verdi pianticelle d’orzo,
cristallino è il suono delle acque
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Mokudo
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ore 12:00 - momento zen


Il caviale, ricavato dalle uova di storione, e’ senza dubbio uno dei cibi piu’ esclusivi e piu’ prelibati della cucina internazionale. Ma ora un nuovo piatto e’ pronto per spodestare questo primato: e’ arrivato il caviale di lumaca.
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Il caviale di lumaca e’ un’invenzione tutta francese, che esiste in realtà da quasi 30 anni, solo recentemente la ricetta e’ stata espatriata per permettere a tutti di poterlo assaporare. 120 grammi di caviale di lumaca possono arrivare a costare fino a 200 euro!
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L'aRoma del v3l3no


Maurits Cornelis Escher


Maurits Cornelis Escher - Three Worlds (1955)
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ore 10:00 - coffee break


Liz Magor


Liz Magor - Mouse on Tray (2008) (detail)
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Michel Henricot


Michel Henricot


Michel Henricot


Paolo Vincenzo Bonomini (1757 – 1839)


Paolo Vincenzo Bonomini - Memento mori
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La rappresentazione della morte come uno scheletro con la falce comincia a comparire nella prima metà del ‘400: ed è sicuramente una conseguenza della micidiale peste nera che in pochi decenni aveva distrutto la popolazione europea. Quest’immagine del Bonomini, di gran lunga successiva, assume una caratteristica già barocca.
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bisteccone t'accoltello!


Il Sig. Anthony Coffman, di 28 anni, è stato arrestato per avere selvaggiamente accoltellato le bistecche – e anche le confezioni di macinato – in vendita nel reparto macelleria di un supermercato di Edinburgh, Indiana. L’uomo, un vegetariano, ha spiegato ai dipendenti del negozio che Dio l’aveva mandato per rovinare la carne di modo che non potesse essere mangiata dalle bambine che, consumandola, avrebbero corso il rischio di ingrassare. “Pensava che salvando anche una sola ragazzina dall’obesità avrebbe compiuto la sua missione”, ha detto il Vice-capo della Polizia, David Lutz. Coffman è stato accompagnato in ospedale per una perizia psicologica. Rischia inoltre l’incriminazione per danneggiamento e per disturbo della quiete pubblica. (Fonte)
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1 Aprile 2010: pesci


Two Fish Chinese Brush Painting
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Tutte le opere figurative orientali sono concepite per venire lette come simboli, e i loro temi portanti (rocce, acqua, nuvole, animali, alberi, erba) non rappresentano solo se stessi ma qualcosa oltre se stessi; essi significano qualcosa. In Oriente non c’è oggetto del mondo naturale, organico o inorganico, né manufatto umano, che non sia immediatamente dotato di senso simbolico, in quanto rappresentabile e interpretabile in un modo o nell’altro.
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In Estremo Oriente la carpa è un animale di buon augurio e la sua immagine viene usata spesso nelle espressioni augurali, senza dimenticare che la sua celebrata longevità ne fa un emblema di lunga vita. Effigiata sui tetti delle case, la sua immagine protegge dagli incendi.
La carpa è la cavalcatura e la messaggera degli Immortali, che la usano per innalzarsi al cielo e nel suo ventre trovano messaggi e sigilli. In Vietnam, nei giorni che precedono il nuovo anno, è la carpa a condurre in cielo il Genio del Focolare e nelle feste di metà autunno sempre una carpa protegge le case dai danni della Carpa d'Oro, spirito demoniaco conosciuto nelle leggende popolari vietnamite e cinesi.
Si trasforma in drago
In Cina e soprattutto in Giappone la carpa è il simbolo del coraggio e della perseveranza. Un'antica leggenda cinese racconta di una carpa coraggiosa e perseverante che riuscì a risalire la cascata situata sulla Porta del Drago, lungo il Fiume Giallo, superando ostacoli e spiriti malvagi. Gli dèi, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un grande drago.
Sotto forma di drago la carpa acquisisce il dono dell'immortalità ed è divenuta il simbolo di chi aspira a compiere grandi imprese e non teme di affrontare le avversità della vita. Questo percorso iniziatico simboleggia il percorso dell'essere umano stesso che, se sviluppa in sé costanza e perseveranza, può emergere dalle bassezze della vita e divenire erudito e cosciente di sé, uomo superiore.
Simbolo di virilità
In Giappone la carpa è anche un simbolo della virilità audace e in particolare è l'emblema dei fanciulli. Nel giorno della festa a loro dedicata, in maggio, si appendono carpe (realizzate in carta o in tessuto) in cima a un palo o sui tetti delle case.
Secondo una leggenda la carpa è il più coraggioso dei pesci, perché risale a nuoto le cascate e accetta con dignità la morte inevitabile. In Giappone si dice che, a differenza degli altri pesci che tentano di fuggire, quando si trova sul tagliere la carpa non trema e rimane immobile. Allo stesso modo affronta la morte un samurai e così dovrebbe fare il vero uomo.
Per i Cinesi la carpa è anche il simbolo della supremazia intellettuale e offrire una carpa a uno studente, per esempio, è un augurio di successo agli esami.
La carpa koi porta fortuna
Le carpe chiamate koi sono varietà ornamentali della carpa comune; molto colorate, vengono utilizzate per bellezza nei laghetti da giardino e negli stagni, e in Giappone il loro allevamento è molto popolare. Secondo un'ipotesi storica, i primi allevatori furono coltivatori di riso che, notando come la varietà di colori delle carpe fosse ancora più variopinta e bella di quella degli uccelli, ne iniziarono l'allevamento. È una credenza giapponese anche il fatto che questo pesce possa risalire i fiumi: la carpa vive nei fondali melmosi e mantiene torbida e fangosa l'acqua perché smuove continuamente il fondale con il muso. Questo rende impure le acque in cui vive ma per i Giapponesi rimane un vero simbolo. Sempre in Giappone si organizza un campionato dove il primo premio viene vinto dalla carpa più bella. I concorrenti sono allevatori che, attraverso una selezione di incroci tra le varie specie, riescono a creare carpe con riflessi di colori cangianti molto vari e belli.
Il termine giapponese koi significa semplicemente carpa. Esiste però un termine omofono, che si pronuncia sempre koi e significa «amore, affetto», pertanto in Giappone le carpe sono anche un simbolo di affetto e amicizia. Le koi e i tatuaggi di koi sono per tradizione considerati dei portafortuna.
La carpa campa cent'anni
La carpa comune si ritiene originaria della Persia, della Cina, del Mar Nero e del Caspio. Benché non sia un pesce pregiato né particolarmente saporito, molti secoli fa è stata introdotta in Europa per la sua grande capacità d'adattamento ed è facile trovarla nei laghetti artificiali destinati alla pesca sportiva.
È vero che le carpe sono pesci estremamente longevi: si stima possano arrivare a 40 anni d'età e talvolta oltre, ma i Giapponesi amano esagerare e secondo loro le carpe possono battere anche questi record. In Giappone circolano storie di carpe che hanno superato i cent'anni e un leggendario campione di koi pare sia andato oltre i duecento. Inoltre, crescono molto rapidamente: di lunghezza variabile tra i 30 e i 60 centrimetri, eccezionalmente possono andare anche oltre il metro di lunghezza. Sono pesci molto forti ed energici, da qui i loro numerosi attributi simbolici.
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mercoledì 31 marzo 2010


dove morte non ha domini, dove l'amore varca i confini


Cool (immagini senza dati pescate per caso dal web)


ar-T-ette: Ron English


Ron English -One Pair of Pears
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fotografi: Laurent Elie Badessi


Laurent Elie Badessi - Eye and arm (2000)
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fotografi: Laurent Elie Badessi


Laurent Elie Badessi - Female on Wrinkles 1 from Skin (2000)
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le kleksografie di Justinus Kerner


The Truth - Bleeding Through (2006)


Pierre Roy


Pierre Roy - Danger on the Stairs (1927-28)
The Museum of Modern Art, New York
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Sir Ernst Hans Josef Gombrich


I bambini devono crescere, e così è necessario che imparino dalla storia come la sobillazione e l’intolleranza possano trasformare facilmente gli esseri umani in inumani.
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Quando qualcuno dice di sé "io sono il più intelligente, il più forte, il più coraggioso e più talentuoso uomo al mondo" si rende ridicolo e imbarazzante, ma se al posto di "io" dice "noi", e sostiene che "noi" siamo i più intelligenti, i più forti, i più coraggiosi e i più talentuosi al mondo nella sua patria lo applaudono entusiasti e lo definiscono un patriota.
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Mentre tutto ciò non ha nulla a che vedere con il patriottismo. Si può infatti essere attaccati al proprio paese senza per questo dover sostenere che al di fuori di esso vive solo gentaglia inferiore. E invece più persone caddero in questa insensatezza, più la pace fu in pericolo".
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da Breve storia del mondo di E. H. Gombrich
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Kirstin


Massimo Fini - Donne, guaio senza soluzione


Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.
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Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.
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Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.
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Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.
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Da il FattoQuotidiano del 27 marzo
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guerrilla art: Banksy - Rat


Loris Tonino Paroli - I capelli accarezzarti volevo


Dal carcere di Palmi
all’obitorio di Milano
il viaggio si presentò lungo
attraverso la luce dei miei occhi
che non vedevano che te
La speranza accompagnava
la non speranza:
ch’eri spirato lo sapevo
eppure speravo speravo...
Ti guardavo dov’eri com’eri
ti accarezzavo
ti sognavo
ti sentivo battere il cuore
ti baciavo sulla fronte
All’arrivo ti avrei voluto
anche i capelli
accarezzare:
quelli non diventano mai
freddi né caldi
Ma una benda vidi
una benda
di sangue tuo fiorita
te li fasciava
facendo apparire
il tuo triste sorriso
coperto da una rosa bianca
e rossa di primavera
Sì, sì
eri bello anche così
ma avrei voluto
i tuoi capelli accarezzare:
quelli non diventano mai
caldi né freddi.
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S.Vittore, luglio 1981
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ore 12:00 - amore... tesoro... salsiccia e pomodoro


L'aRoma del v3l3no


Alexander Ver Huell


ore 10:00 - coffee break


Fernand Léger - Le Petit Déjeuner (1919)
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alcuni possono vedere




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Puoi conoscere il mondo senza uscire di casa,
senza affacciarti alla finestra puoi vedere la luna,
più viaggi e meno sai
si può conoscere senza viaggiare
si può comprendere senza vedere
si può fare senza agire.
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Chet Zar


Chet Zar - Death Playing Air Guitar On Ascy
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Chet Zar


Kaihō Yūtoku


Kaihō Yūtoku - Crow Tengu (Karasu Tengu 烏天狗) Late Edo Period
Color on Silk, Hanging Scroll - 54.9 x 43.8 cm
Sairin-ji Temple 西林寺, Kyoto Prefecture
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Tengu (天狗?, "heavenly dogs") are a class of supernatural creatures found in Japanese folklore, art, theater, and literature. They are one of the best known yōkai (monster-spirits) and are sometimes worshipped as Shinto kami (revered spirits or gods). Although they take their name from a dog-like Chinese demon (Tiangou), the tengu were originally thought to take the forms of birds of prey, and they are traditionally depicted with both human and avian characteristics. They appear in the children's story 'Banner in the sky' when the main character trips over one and falls off the face of the mountain. The earliest tengu were pictured with beaks, but this feature has often been humanized as an unnaturally long nose, which today is practically the tengu's defining characteristic in the popular imagination.
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Buddhism long held that the tengu were disruptive demons and harbingers of war. Their image gradually softened, however, into one of protective, if still dangerous, spirits of the mountains and forests. Tengu are associated with the ascetic practice known as Shugendō, and they are usually depicted in the distinctive garb of its followers, the yamabushi.
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il tettone


Le tette maschili più grandi del mondo appartengono a un agricoltore cinese di 53 anni, il Sig. Guo Feng. Il medico che segue il suo caso, il Dr. Zhang Lilan, del Jianan Chest Hospital, dice: “L’uomo è normale sotto ogni profilo eccetto per il suoi seni enormi. E’ un contadino e dice che averli sempre in mezzo è d’intralcio per il lavoro manuale che fa”. Guo, che vorrebbe solo disfarsi degli organi, non è molto entusiasta dell’assistenza sanitaria che ha finora ricevuto: “A volte penso che non vogliano aiutarmi a risolvere questo problema perché interesso di più come curiosità medica”. (Fonte)
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martedì 30 marzo 2010