
Il pachinko si gioca all’interno di oscene, coloratissime, sale giochi. Nella sala c'è un rumore d'inferno, il fumo di sigaretta non permette di vedere da qua a la' e le facce stralunate, o meglio alienate, nella trasfigurazione somatica nipponica, appaiono alquanto grottesche. Migliaia di giapponesi scandiscono le proprie giornate col ritmo metallico di queste palline infernali, iscrivendosi motu proprio nei gironi più bassi della società. Ogni persona siede davanti alla propria macchina; premendo una leva una pallina scende dall’alto e incuneandosi fra una selva di chiodini incastonati nel pannello retrostante, scende a caso verso il basso. Il giocatore vince se riesce a far terminare la caduta della sfera in un punto prestabilito. Ma cosa si vince? Biglie, solo altre biglie e solo i giocatori più abili o più fortunati e i professionisti riescono a vincere tante biglie e a scambiarle con sigarette, prodotti alimentari o elettronici, o con scontrini che possono essere scambiati illegalmente in soldi in uno dei vicoli circostanti. Ogni notte c'e' un omino che apre tutti gli scatoloni e cambia un po' la posizione dei chiodini, cosi' che nessuno impara mai la caratteristica dinamica di caduta delle palline.
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