martedì 16 marzo 2010

La Peste Nera dall'Asia alla Groenlandia: 25.000.000 di morti


Trionfo della morte (1446)
affresco staccato - già a Palazzo Sclafani, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
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L'area di origine della pandemia sembra esser stata quella regione dell'Asia centrale a cavallo del Pamir, dell'Altaj e del Tannu-Tuva.
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La causa scatenante parrebbe esser stata la moria di roditori, in quelle regioni, dovuta alla scarsità di cibo conseguente all'irrigidimento delle condizioni climatiche. In assenza di roditori, le pulci, vettori del bacillo della peste, affamate attaccarono anche l'uomo e gli altri mammiferi. Il tutto venne aggravato dal fatto che i rifiuti, abbondanti ed a cielo aperto nelle città medioevali, attrassero i roditori affamati, sia selvatici che domestici. Infine, l'efficiente sistema di comunicazioni dell'impero mongolo propagò il contagio in poco tempo da un capo all'altro del continente asiatico, fino all'Europa che - geograficamente - altro non è che una propaggine dell'Asia.
Nel 1338 o 1339 raggiunse le comunità afferenti alle Chiese orientali cristiane assire presso il lago Issyk-Kul, nell'odierno Kirghizistan. Le prime testimonianze scritte circa l'epidemia sono state rinvenute proprio presso questo lago, che costituiva una tappa obbligata sul cammino della Via della Seta. Nel 1345 si segnalarono i primi casi a Sarai sul Volga meridionale ed in Crimea. Nel 1346 la peste fece le prime vittime ad Astrakhan. L'anno successivo il morbo raggiunse i confini dell'Europa di allora. L'Orda d'Oro assediava Caffa (l'attuale Feodosija o Феодосия), ricca colonia e scalo sulla via dell'oriente della Repubblica di Genova, nella penisola di Crimea. La peste raggiunse la città al seguito dell'Orda d'Oro: le cronache dell'epoca riportano (come ha scritto Michel Balard) che gli assedianti gettavano con le catapulte i cadaveri degli appestati entro le mura della città. Gli abitanti di Caffa avrebbero immediatamente gettato in mare i corpi, ma la peste comunque entrò in città in questo modo.
Una volta a Caffa, la peste fu introdotta nella vasta rete commerciale dei Genovesi, che si estendeva su tutto il Mediterraneo. A bordo delle navi commerciali che partivano da Caffa nell'autunno del 1347 la peste giunse a Costantinopoli, prima città Europea contagiata, e in seguito arrivò a Messina e nel corso dei successivi tre anni contagiò tutta l'Europa fino alla Scandinavia e alla Polonia. L'Egitto trasmise la peste alla Nubia (Sudan) ed all'Africa centrale. Le prime regioni europee ad esser contagiata furono gli Urali, il Caucaso, la Crimea, e la Turchia.
Gli equipaggi infetti delle navi trasportarono il contagio da Genova a Marsiglia, da dove la peste risalì la valle del Rodano verso nord. Dopo poco tempo raggiunse la Linguadoca e Montpellier, nell'agosto 1348 anche Carcassonne, Bordeaux, Aix-en-Provence e Avignone, dove nei primi tre giorni del contagio morirono 1800 persone. All'epoca Avignone era la sede papale, ed una delle principali città europee. La peste aveva raggiunto in marzo Tolosa e in maggio Parigi. Anche Spagna, Marocco, Tunisia e Portogallo vennero contagiate via mare dalle galee genovesi. Nel contempo, da Costantinopoli, la peste si trasmise alla Grecia, alla Bulgaria, alla Romania ed in tutti i Balcani.
L'Italia venne contagiata da tre direzioni: dalla Sicilia venne contagiata tutta l'Italia Meridionale ed il Lazio. Da Genova venne contagiata tutta la Lombardia, il Piemonte, la Svizzera. Da Venezia venne contagiata l'Emilia-Romagna, la Toscana, il Veneto, L'Istria e la Dalmazia.
Dall'Asia centrale, la peste invase l'India e la Persia. Dalla Persia si riversò in Mesopotamia, Siria, Israele ed Arabia. I cronisti arabi scrivono che quegli anni rappresentavano "Il periodo della distruzione". Attraverso l'antica Via delle Spezie tutta la Penisola Arabica prima, l'Eritrea assieme all'Etiopia ed alla Somalia poi vennero contagiate entro il 1349.
Da Venezia la peste, passando per il Brennero, raggiunse l'Austria: la morte nera comparve prima in Carinzia, quindi in Stiria, ed infine Vienna. Vienna fu l'unica città in cui ogni moribondo ricevette l'estrema unzione.
Dalla Francia settentrionale le direttrici del contagio furono verso l'Inghilterra Meridionale e verso il Belgio e l'Olanda.
Dall'Inghilterra il contagio si diresse verso la Scozia, l'Irlanda e la Scandinavia.
Dall'Olanda e dall'Austria il contagio attanagliò le valli del Reno e del Danubio, coinvolgendo Germania, Polonia, Ungheria, Boemia.
Dalla Germania venne contagiata la Danimarca e dalla Danimarca venne esportata la peste alle sue dipendenze d'oltremare, Islanda e Groenlandia.
Dalla Polonia l'epidemia penetrò nei Paesi Baltici, in Finlandia ed in Russia (già in parte raggiunta dall'epidemia della Mongolia e dell'Ucraina).
Per limitare i rischi di contagio, dopo il 1347 le navi, sulle quali si sospettava la presenza di peste, venivano messe in isolamento per 40 giorni (quarantena, dal francese "une quarantaine de jours"). La quarantena poteva impedire che gli equipaggi mettessero piede a terra, ma non impediva che lo facessero i ratti, contribuendo così alla diffusione della malattia.
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