
Hans Holbein il Giovane - Enrico VIII d'Inghilterra (1540)
Oil on panel - Galleria Nazionale D'Arte Antica, Roma
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Politicamente, Enrico VIII fu certo un grande sovrano rinascimentale. Trovandosi spesso a essere l'ago della bilancia tra Francesco I e Carlo V, i due grandi contendenti sulla scena europea nella prima metà del Cinquecento, seppe abilmente concedere il suo appoggio ora all'uno ora all'altro senza mai perdere di vista il tornaconto del suo paese e pose le basi da cui poi partì la figlia Elisabetta I per fare dell'Inghilterra una grande potenza mondiale.
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Privatamente, non si può dire altrettanto. Una vera giustificazione politica a molti suoi crudeli comportamenti c'é soltanto nel caso della prima moglie: Caterina, figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona e poi zia dell'imperatore Carlo V.
Il caso é celebre.
Dopo tanti anni di matrimonio e una sola figlia vivente (la futura regina Maria), il re, ossessionato dalla paura di non avere un discendente maschio, decise di separarsi dalla moglie e ne chiese al papa la dispensa (poco tempo prima qualcosa del genere era stato concesso a Luigi XII di Francia). La causa si trascinò per alcuni anni senza che il papa la concedesse (anche per paura di dispiacere a Carlo V) fino a che Enrico non ripudiò Caterina e sposò l'inglese Anna Bolena.
Ne conseguì la scomunica e lo scisma della chiesa anglicana di cui il re si proclamò capo, abilmente sfruttando l'antico malcontento di molti inglesi (come molti altri popoli transalpini) verso la Chiesa di Roma. Un divorzio (molto penoso per Caterina) quindi che diede il via anche a un grande cambiamento politico e religioso, abbastanza indolore durante il regno di Enrico, ma con vari tragici strascichi in regni successivi per circa un secolo.
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La ragion di stato non fu alla base di nessuna separazione dalle successive cinque mogli (tutte inglesi tranne una) di Enrico. La seconda, Anna Bolena (madre della futura Elisabetta I), e la quinta, Caterina Howard, furono fatte decapitare dal re per "cattiva condotta". La terza, Jane Seymour, morì dopo aver dopo alla luce il tanto sospirato erede maschio (il futuro Edoardo VI). La quarta, la tedesca Anna di Cleves sposata "per corrispondenza", fu ripudiata dal re solo dopo pochi mesi di matrimonio (quasi certamente non consumato), perché egli non riusciva a vincere il suo disgusto fisico verso di lei. E fu la moglie a cui toccò la miglior sorte: avendo accettato il divorzio di buon grado, le fu concesso un sostanzioso appannaggio e di vivere a corte, amata e rispettata come "buona sorella" del re. Caterina Parr, sesta moglie di Enrico, gli sopravvisse e fu per lui, ormai obeso e malato, più infermiera che amante.
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